La Roma del Rinascimento

Con Rinascimento si intende il periodo artistico e culturale che caratterizzò la storia d’Europa partendo da Firenze tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, ovvero dalla metà del XIV secolo fino al XVI secolo. Roma fu una delle città maggiormente toccate dalla mano d’oro di questo periodo, in particolare dal periodo che va dagli anni quaranta del Quattrocento con il culmine nella prima metà del Cinquecento. Del Rinascimento di Roma si ricordano soprattutto Michelangelo e Raffaello.

Premessa

Non si può parlare di un periodo artistico senza contestualizzarlo, soprattutto se lo stesso tocca Roma, una città che prima d’allora aveva vissuto numerosi mutamenti istituzionali e culturali. Il XIV secolo era stato per Roma un periodo di abbandono e di miserie, per via dell’assenza dei papi, residenti ad Avignone. Nel 1377 papa Gregorio XI tornò a Roma e la ritrovò in preda alle lotte interne per il potere e quindi in preda all’anarchia, altamente insicura e fuori controllo. Quando, nel 1417, vi fu il grande scisma d’Occidente tra i papi romani e gli antipapi avignonesi, il neo papa Martino V si ristabilì a Roma e ristabilì l’ordine, base fondamentale per la rinascita economica e istituzionale, ma anche culturale e artistica. Questa serie di eventi si unì alla contemporaneità dell’esistenza di grandi artisti.

I papi che si susseguirono iniziarono a rimodellare la città avvalendosi di architetti, ingegneri, pittori e scultori da tutta Italia e in particolar modo dall’amica Firenze. Oltre a Martino V, si deve il lancio del Rinascimento a Roma anche a Eugenio IV e Niccolo V. Quest’ultimo si assunse un piano organico delle ristrutturazioni, e sotto il suo papato si ripristinarono le mura, si restaurarono o ricostruirono le quaranta chiese della città, si risistemò il borgo, si ampliò San Pietro, si ristrutturò il Palazzo Apostolico, si costruì il bellissimo lavoro di architettura di Palazzo Venezia.

Cappella Sistina e Michelangelo Buonarroti

Fu sotto il papato di Sisto IV che iniziarono i lavoro della Cappella Sistina, con gli affreschi del Perugino, Botticelli, Ghirlandaio, Rosselli ai quali si unirà, per la famosa volta, Michelangelo. La volta della Cappella Sistina impegnò Michelangelo dal 1508 al 1512, lasciando al mondo uno dei più grandi capolavori artistici di tutti i tempi, se non il migliore. A quest’opera se ne aggiungono altre importantissime come la Pietà vaticana (1498-1499) e il Mosè (1513-1515).

Raffaello Sanzio

Nel Rinascimento romano, Raffaello ricopre un ruolo importante quanto quello di Michelangelo. Numerose sono infatti le opere del maestro di Urbino. Esemplari i suoi lavori nei Musei Vaticani, in quelle che oggi sono conosciute come le Stanze di Raffaello: la Stanza della Segnatura, in cui dipinse Scuola di Atene, la Stanza di Elidoro, la Stanza dell’Incendio di Borgo, la Sala di Costantino. Inoltre, egli fu il responsabile della fabbrica di San Pietro dopo la morte di Bramante, ruolo che gli consentì di adoperarsi in tante altre produzioni artistiche tra cui arazzi e studi architettonici tra cui in San Pietro con Fra’ Giocondo, e per Villa Madama, che progettò per il cardinale Giulio de’Medici.