Impero Romano

L’epoca della Roma imperiale è anche nota con il nome di Impero Romano. Questo durò dal 27 a.C., primo anno del Principato di Ottaviano che conferì il titolo di imperatore a Augusto, e il 395, con la morte di Teodosio I l’impero venne diviso in occidentale (che durerà fino al 476) e orientale (che durerà fino al 1453).

La Repubblica romana tuttavia non fu mai formalmente abolita, ma semplicemente le sue istituzioni persero il potere effettivo a vantaggio dell’imperatore. Nei primi anni il potere dell’imperatore fu legittimato dal Principato (con il principe che assumeva la guida dello stato e ne costituiva il perno politico), mentre nella seconda fare dal Dominato, ovvero il dispotismo (poteva disporre dell’Impero come fosse una proprietà privata). Mentre il primo imperatore del Principato fu Augusto, il primo del Dominato fu Diocleziano.

La Roma di Augusto, Nerone e i Flavi

Augusto fece diverse riforme importanti per la città e, nonostante avesse ottenuto il titolo di imperatore con una riforma costituzionale da parte delle istituzioni, si faceva chiamare “primo cittadino” o “principe”. Egli completo molte delle opere architettoniche e infrastrutturali avviate da Cesare e avviò egli stesso nuovi grandi progetti urbanistici. In questo modo, furono costruiti o finalizzati il Foro di Augusto, il Foro Romano, il tempio del Divo Giulio, nuovi acquedotti, la delimitazione delle rive e dell’alveo del Tevere. Inoltre, Augusto istituì il corpo dei vigiles, con compiti di polizia urbana e vigili del fuoco. Ancora, Augusto costruì teatri, biblioteche aperte al pubblico, restaurò 82 santuari. La città visse anni di incredibile rinnovamento e crescita sociale, oltre che demografica.

Un grande incendio, sotto il regno di Nerone, distrusse 3 zone augustee e ne danneggiò altre 7 gravemente. Così, Nerone ordinò che si realizzassero strade più larghe e che non vi fossero materiali infiammabili. Si sostituì quindi il legno con la pietra e i mattoni.

Alla morte di Nerone, gli spazi utilizzati come sua proprietà furono restituiti all’uso pubblico e fu innalzato il Colosseo.

Traiano, Adriano e l’evoluzione demografica

Negli anni dell’imperatore Traiano l’impero raggiunse la massima espansione demografica. Egli completò la serie dei Fori Imperiali con la grande piazza del Foro di Traiano (ovvero quello più grande), ottenuto chiudendo numerosi edifici nella zona compresa tra Quirinale e Campidoglio.

Ad Adriano, invece, seguito da Antonino Pio, si deve la massima attività edilizia, con la costruzione  di interi quartieri con insulae (ovvero il “condominio”) a più piani.

La crisi politica e militare

Nel corso del III secolo era ormai molto pesante il peso della grande crisi politica e militare, perciò gli imperatori non furono quasi mai presenti nella capitale.  Già dal 272 l’imperatore Aurelio aveva manifestato questa crisi, avviando i lavori delle cosiddette Mura Aureliane, a difesa della città, simbolo che sentiva il pericolo dovuto a una crescente debolezza militare, aumentata dalle perdite subite a seguito delle invasioni barbariche e contro i goti, ai quali si aggiunsero le pericolose incursioni di Franchi, Alemanni e Marcomanni.  Queste perdite avvennero negli stessi 50 anni in cui si succedettero 21 imperatori acclamati dall’esercito ma quasi tutti morti assassinati.

Questa crisi venne in qualche modo franata dall’imperatore Costantino, grazie all’istituzione della tetrarchia, istituita dal suo predecessore Diocleziano, al fine di riorganizzare il potere imperiale. Con la tetrarchia vi erano due Augusti e due Cesari che amministravano l’impero. In questi anni l’Italia venne divisa in province e l’Impero tutto fu soggetto di uno smaltimento burocratico.

La fine dell’Impero Romano fu frutto di una lenta erosione che negli anni vide i soldati romani sempre più schiacciati dalle forze autoctone e anche da quelle nomadi, tra cui i fortissimi Vandali.